martedì 27 settembre 2016

Guida agli esorcismi

Tra tutte le pratiche religiose, quella dell’esorcismo è una delle più vociferate e, forse, delle meno conosciute. Gran parte delle persone, fedeli compresi, sa dell’esorcismo solamente quel che gli giunge da film e filmetti, spesso di assai dubbia qualità.
La copertina del libro.
Chi volesse approfondire la questione potrebbe cominciare con la lettura della “Guida agli esorcismi” di Giulio Abate, curata per la Fratelli Melita Editori da Corax (sul conto del quale non ho trovato notizie).
L’esorcismo è una pratica antica e fondamentale nella Chiesa Cattolica (sia Romana che Ortodossa). Con le dovute pratiche rituali, l’esorcista caccia le presenze oscure e ristabilisce uno stato di purezza e di grazia. Non si tratta solo della cacciata di demoni e spiriti maligni dal corpo dei posseduti, ma di una serie ben più ampia di casi. Partiamo con la suddivisione degli esorcismi in due blocchi:

Quelli adoperati dalla Chiesa cattolica sono di due specie: gli ordinari e gli straordinari. I primi si usano prima di amministrare il battesimo e nella benedizione dell’acqua; i secondi per liberare gli ossessi.[1]

E non solo la benedizione dell’acqua può essere ritenuta un esorcismo, ma qualunque benedizione, essendoci, alla base di questa pratica, proprio la necessità del cacciare ciò che è impuro e maligno. Si cita qui la benedizione dell’acqua perché essa ricopre un’importanza particolare, essendo l’Acqua Santa uno strumento utilizzato nelle altre benedizioni e negli esorcismi. La formula stessa per benedire l’acqua dimostra la natura di questo rituale:

Io ti esorcizzo creatura dell’acqua, + in nome del Dio il Padre Onnipotente, + in nome di Gesù suo figlio N. Signore, + e nella virtù dello Spirito Santo: affinché tu divenga acqua esorcizzata che dissipa ogni potenza del Nemico, e possa soppiantare il Nemico con i suoi angeli apostati: per la potenza di N. S. Gesù Cristo che deve venire a giudicare i vivi e i morti e purificare il mondo col fuoco. Così sia.[2]

Questa la versione più breve contenuta nel testo. Per chi volesse un rituale completo di preparazione dell’acqua santa, in latino e italiano, esso è scaricabile a questo link: Rituale di benedizione dell’acqua. Questo rituale è tratto dai riti pre-conciliari della Chiesa Romana. Il Concilio Vaticano II ha, infatti, modificato gran parte dei riti, facendo ben più che una semplice traduzione nelle varie lingue, spesso eliminando cose importanti in nome di un progressismo mal interpretato e mal applicato.  

Il libro consta soprattutto delle ritualità cattoliche (purtroppo solo in italiano). L’autore ha però aggiunto una prima parte che tratta alcuni temi fondamentali riguardo l’esorcismo.
Tanto per cominciare egli definisce in modo netto la differenza tra gli esorcismi praticati nel cristianesimo (e nel cattolicesimo in particolare) e quelli delle altre religioni. Come i malefici sono diffusi in ogni luogo e cultura, così ogni religione ha istituito la pratica esorcistica per scongiurare i malefici stessi. Nel mondo antico si hanno moltissimi esempi di pratiche simili. Nelle religioni pagane, magia e religione si fondevano in un solo corpus e il sacerdote era spesso (se non sempre) anche mago, stregone, indovino… E qui giungiamo al punto più importante: queste religioni non cacciavano i demoni, non li rigettavano nell’immondezza da cui vengono, ma avevano con loro un rapporto di “utilizzo” di certe facoltà che spesso sprofondava in un vero e proprio mercimonio. I demoni venivano quindi evocati e congedati per gli scopi dello stregone di turno.
È con l’ebraismo che le cose cominciano a cambiare, che i demoni vengono rimessi al loro posto. I sacerdoti ebrei non sono stregoni e rifiutano queste pratiche idolatriche.
Solo il cristianesimo però porterà finalmente a compimento la strada intrapresa, portando nel mondo la redenzione dei peccati, il pentimento purificatore e il perdono. Questi elementi mettono l’esorcismo nella sua giusta dimensione di pratica per cacciare e combattere i demoni e guarire lo spirito (e non solo) dell’uomo. Solo grazie alla venuta del Cristo e alla sua potenza l’esorcismo diviene reale, interiore, cacciando l’impurità e il male, e non solo un “congedo” del tutto esteriore come nelle pratiche pagane:

L’entità malefica non è tanto «esteriore» all’uomo come nel passato, quando solo pochi sapienti potevano comprendere certe cose; essa non è quasi più una forza a lui estranea, ma è vista come un’oggettivazione del suo stesso essere, una raffigurazione delle potenze di orgoglio, di lussuria, di invidia, di odio che, da una parte, sono appunto i vizi e i peccati stessi dell’individuo umano, ma che, d’altra parte, in quanto potenze da cui l’uomo è spesso travolto suo malgrado, a dispetto di certi suoi sforzi, assumono un carattere anonimo e cosmico per il quale possono essere assimilate a entità demoniache.[3]

E ancora:

Né l’Antichità né l’Oriente hanno mai conosciuto il «pentimento», il «dono delle lacrime», nel senso del termine greco «métanoia», e quindi non avrebbero potuto capire quale germe deificante essi racchiudono. [ … ]
Anche nell’Esorcismo antico la lotta col demone è puramente esteriore: non è una vittoria riportata dall’uomo, definitiva e profonda; è piuttosto una sospensione dell’azione di certe influenze malefiche grazie alla conoscenza di poteri che permettono tale risultato temporaneo o contingente.
Negli Esorcismi cristiani, [ … ], si contengono tutti quegli elementi, la cui messa in pratica, a parte il risultato contingente ricercato, come per esempio la guarigione di una malattia, la liberazione di un maleficio ecc.; pone l’individuo, a sua insaputa generalmente, nelle condizioni fondamentali della Redenzione cristica, che sono il pentimento e la fede nel Dio «persona», nel Dio Vivente.[4]

Non si pensi però che l’autore condanni la magia in blocco, senza nessun distinguo. Egli riconosce il valore della magia tradizionale, magia usata per il bene e per ottenere un contatto col divino (quella che, aggiungiamo noi, è la Teurgia del mondo cristiano) o di quella che studiava il mondo e le sue leggi (quella “magia naturale” che oggi la scienza ha per lo più rimpiazzato). Egli condanna il maleficio, che esclude dal novero delle pratiche della magia tradizionale:

Il maleficio però non può considerarsi come facente parte del complesso rituale della magia tradizionale, ma dei suoi residui, in altri termini della stregoneria.[5]

E tale residuo è presente anche oggi:

Con l’avvento della nuova «dimensione» spirituale cristiana, le religioni tradizionali persero forza e con esse, necessariamente, la stessa Magia, che faceva parte integrante di quelle civiltà. Si può dunque dire che oggi, in Occidente, specie nelle campagne, questa Magia sia sopravvissuta a se stessa, sotto l’aspetto di vestigia più o meno informi ed incomprese, ma sempre capaci di dare qualche risultato effettivo, e che sia caduta al livello della più bassa stregoneria.[6]

E la pratica di malefici e incantesimi vari è cosa ben più diffusa di quanto si creda, il che rende attualissimo il discorso dell’esorcismo. Va detto, però, che non tutta la magia popolare è demoniaca e malefica. Esistono una serie di pratiche di guarigione di alcune malattie (le celebri “segnature” contro le verruche o le scottature) o di scongiuro contro la tempesta e altri fenomeni distruttivi, che sono fatte invocando l’aiuto di Cristo, della Vergine Maria, Madre di Dio, e dei Santi. Del resto anche tra i riti esorcistici cattolici ne esistono proprio per questi scopi, il che ci porta a dire che tali formule non sono altro che la versione popolare (spesso dialettale) degli esorcismi stessi. Una precisazione, questa, a nostro parere necessaria.

Altro argomento di grande importanza è quello sulle condizioni necessarie per praticare gli esorcismi. Sono tanti i filosofi e gli esoteristi che si sono occupati della faccenda, disquisendo su quali caratteristiche dessero l’”autorizzazione” alla pratica di questi o quei rituali iniziatici o religiosi. E proprio su questo si basa il fiorire di patenti e documenti (spesso, ahimè, di dubbio valore) nel mondo iniziatico.
Per quanto riguarda gli esorcismi l’autore pone delle condizioni morali e spirituali (oltre a quella, non detta perché scontata, di essere cristiani e battezzati):

In linea generale, non si può lottare sul piano sottile, così pieno di insidie e di sorprese, contro le potenze dell’astuzia e della paura senza essere puri nelle intenzioni e nelle azioni, senza aver prima pagato i propri debiti verso l’amore creativo di Dio e verso i propri simili, senza aver adempiuti, nei limiti delle possibilità umane, i due comandamenti del Cristo: «Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutti i tuoi pensieri e con tutte le tue forze»; e l’altro, che ne è il complemento: «Tu amerai il prossimo tuo come te stesso».[7]

Il che però crea un problema non da poco, ovvero la scarsità di persone “pure”. Un problema che si risolve ricorrendo alla potenza della Chiesa (quella Santa Cattolica e Apostolica del Credo, non quella terrena e divisa) che attraverso la catena della Successione Apostolica dà potere all’esorcista e lo protegge. L’uomo, una volta ordinato sacerdote, smette di essere un semplice individuo e diviene strumento del potere della catena stessa, che è manifestazione su questo piano d’esistenza del potere di Dio:

[ … ] l’individuo in essi scompare sotto la funzione e questa protegge l’individualità nella misura in cui la rende anonima; d’altra parte, il clero rende il rito operante in virtù della catena apostolica.[8]

Le condizioni sopra dette sono quindi necessarie se a praticare l’esorcismo è un laico. Questi, infatti, non avendo la forza dell’ordinazione deve, per riuscire a cacciare i demoni, essere puro e virtuoso. Se non degno dell’appellativo di Santo, egli deve possedere almeno le caratteristiche di “virtù eroica” del Beato, perché il maligno cerca di difendersi facendo leva proprio sui difetti e sui vizi dell’esorcista. Proprio per questo, la Chiesa, pur non negandone la possibilità, scoraggia gli esorcismi praticati da laici.

“Guida agli esorcismi” è un testo adatto a chi voglia cominciare lo studio di questo argomento o a chi abbia solo una curiosità in merito. Non ci si può certo improvvisare esorcisti sulla base di quanto contenuto in esso. Tanto per cominciare, i rituali sono pubblicati solo nella traduzione italiana, mentre quelli operativi sono in latino. Credo che tale scelta sia stata fatta proprio per evitare che il testo fosse usato come “manuale dell’esorcista fai da te”. Inoltre, per quanto contenga le istruzioni più importanti e i concetti basilari, il libro si limita all’argomento dell’esorcismo in senso stretto, senza trattare tutta la dottrina di cui tale pratica è solo l’applicazione. In particolare non si tratta la demonologia, argomento che un esorcista, per ovvie ragioni, deve conoscere. A tal proposito si possono, al massimo, intuire alcune cose dalla lettura dei rituali stessi. In diverse occasioni, infatti, l’esorcista si rivolge al demonio ricordandogli la sua caduta e definendolo con una serie di epiteti che ben ne descrivono l’azione:

[ … ] Satana, Malfattore dei malfattori, Distruttore della fede, Nemico del genere umano, Seminatore di morte, Ladrone di vita, Deviatore della giustizia, Sorgente di ogni male, Focolare di tutti i vizi, Seduttore degli uomini, Traditore delle nazioni, Eccitatore di gelosia, Padre dell’avarizia, Causa di discordia, Mantenitore di pene, Maestro nel Male [ … ].[9]

E ancora:

Per te e i tuoi ministri è preparato quel fuoco divorante e inestinguibile, poiché tu sei il Principe del maledetto Omicida, l’Autore dell’Incesto, il Capo dei Sacrilegi, il Capo-Mastro di tutte le Perversità, il Dottore degli Eretici, l’Inventore di tutte le Oscenità.[10]

Concludo ricordando l’importanza del tema del male e delle sue potenze per chiunque segua una via spirituale. Sono temi difficili sui quali il mondo moderno, sempre più tristemente materialista, getta il ridicolo mettendo la demonologia e l’esorcismo in burletta e sottovalutando la pericolosità di pratiche come la stregoneria o le sedute spiritiche. E tutto ciò va a favore proprio di quel signore della perdizione che l’esorcismo combatte. Perché, come diceva Charles Baudelaire, la più grande astuzia del diavolo è farci credere che non esiste.

Emanuele Balsamo



[1] Giulio Abate, Guida agli esorcismi, Fratelli Melita Editori, 1992, pagina 12.
[2] Giulio Abate, Guida agli esorcismi, Fratelli Melita Editori, 1992, pagina 121. Il simbolo “+” indica la necessità di fare il Segno di Croce.
[3] Giulio Abate, Guida agli esorcismi, Fratelli Melita Editori, 1992, pagina 7.
[4] Giulio Abate, Guida agli esorcismi, Fratelli Melita Editori, 1992, pagina 8.
[5] Giulio Abate, Guida agli esorcismi, Fratelli Melita Editori, 1992, pagina 5.
[6] Giulio Abate, Guida agli esorcismi, Fratelli Melita Editori, 1992, pagine 5 – 6.
[7] Giulio Abate, Guida agli esorcismi, Fratelli Melita Editori, 1992, pagina 17.
[8] Giulio Abate, Guida agli esorcismi, Fratelli Melita Editori, 1992, pagina 17.
[9] Giulio Abate, Guida agli esorcismi, Fratelli Melita Editori, 1992, pagine 91 – 92.
[10] Giulio Abate, Guida agli esorcismi, Fratelli Melita Editori, 1992, pagina 97.

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